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Incontinenza in gravidanza e post parto: quali sono le cause e i mezzi per prevenirla?

Abbiamo già visto che l’incontinenza urinaria può colpire entrambi i sessi ma che - in linea generale - interessa di più le donne rispetto agli uomini.

Tra le altre cause, ciò è dovuto prevalentemente all’invecchiamento dei muscoli che sostengono l’uretra e ai danni del pavimento pelvico generati da eventuali gravidanze e parti.

Infatti, le donne che non hanno mai partorito soffrono significativamente meno di incontinenza rispetto a coloro che hanno portato avanti una o più gravidanze, ma le perdite di urina non si verificano solo nel post parto (come vedremo più avanti), ma anche nel corso della gestazione.

Le donne in gravidanza presentano un tasso di incontinenza da urgenza o stress (o entrambi i tipi) che va da circa il 30% a circa il 65%: inoltre, a soffrire maggiormente di perdite di urina sembrano essere le donne alla loro prima gravidanza piuttosto che quelle che hanno già partorito almeno una volta.

Nei nove mesi della gravidanza il fenomeno dell’incontinenza si riscontra prevalentemente nel secondo e nel terzo trimestre, quando la vescica e il pavimento pelvico sono sottoposti a sforzi e tensioni maggiori a causa del peso elevato che devono sopportare.

Anche se non si sono verificati episodi di incontinenza durante i nove mesi di gravidanza, circa un 35% delle donne rischia di soffrire di perdite di urina anche a distanza di anni dal parto; in questo caso, i principali fattori di rischio sono i seguenti:

  • età al momento della gravidanza
  • tipologia del parto (cesareo o naturale)
  • tipologia della gravidanza (gemellare o singola)
  • numero totale delle gravidanze

A sviluppare incontinenza urinaria nel primo anno dopo il parto, invece, è una percentuale di donne che può variare dal 15% al 30%: anche qui, dipende molto dal tipo di parto poiché chi è stata sottoposta a un taglio cesareo tende ad avere meno problemi di incontinenza rispetto a chi ha partorito naturalmente.

Ma perché il parto vaginale, il numero di gestazioni e perfino il peso del bambino alla nascita possono determinare un potenziale rischio di soffrire di incontinenza?

Durante il parto il nervo pudendo (appartenente al sistema nervoso periferico e localizzato nell’area inguinale) subisce uno stiramento, così come anche il tessuto connettivo del pavimento pelvico che supporta l’uretra.

Il passaggio del bambino nel canale del parto provoca un grande sforzo che interessa sia la muscolatura del pavimento pelvico sia quella del perineo; questo sforzo può causare un cedimento di queste strutture, determinando quindi l’insorgere dell'incontinenza subito dopo il parto o, come abbiamo già visto, negli anni successivi.

Il rischio è ancora maggiore, infatti, se il travaglio e la fase espulsiva del parto si protraggono a lungo poiché, in una situazione del genere, il bambino rimane più a lungo nel canale del parto e la muscolatura sotto sforzo deve sopportare uno stiramento maggiore.

Sia nella gravidanza che nel post parto, il metodo migliore per prevenire l’incontinenza è la prevenzione attraverso particolari esercizi per mantenere allenato (o per riabilitare) il pavimento pelvico.

Questa vera e propria “ginnastica” per il pavimento pelvico è anche conosciuta come ginnastica (o esercizi) di Kegel - dal nome del ginecologo Arnold Kegel che l’ha messa a punto - e consiste soprattutto in una serie di contrazioni volontarie della zona del perineo.

Anche degli esercizi di Kegel, e della ginnastica per il pavimento pelvico, ne parleremo più avanti nel dettaglio qui sul blog!

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